Era il 14 Luglio del 2020 quando ho scelto due libri che sapevo mio padre avrebbe apprezzato.

Uno di questi era “Il primato della volontà” di Arthur Schopenhauer, inconsapevolmente avevo regalato questo libro a mio padre che avrebbe contribuito al processo di analisi e maturazione che ha poi permesso la pubblicazione di Miracoli e Non mi fa male.

Mi ha ispirata, ho preso appunti, l’ho scarabocchiato. Mio padre l’aveva giudicata una lettura pesante ed infinita, ed è stato così anche per me..per la mia labile concentrazione. Però mi ha illuminata su una miriade di punti interrogativi.

Nulla senza volere, avviene. 

La volontà è oro, ed è per questo che dopo aver avuto l’ennesimo blocco emotivo, mi sono ritrovata ad avere una voglia immensa di tornare bambina. Non volevo volere. Non volevo nulla. Tornare ad un’infanzia spensierata, che non ho mai avuto perché la mia testa è sempre stata boriosa. Così presa alla lettera è arrivata “Miracoli” come una preghiera silenziosa ed estremamente bagnata di speranza, ne ho scritti altri di brani così intensi ed ordinati..ma ancora non ho avuto coraggio di pubblicarli. 

Miracoli è stata riflessione, nostalgia calda, candele profumate, bagni in solitudine e vacanze estive in città, questa è stata la sua gestazione. Quando poi ha preso vita, il tempo era speso tra i muri di casa, un nuovo lockdown imminente addormentava l’Italia intera. I rapporti vicini, così vicini che mi soffocavano ed io che sceglievo un buon libro per evitare di dover parlare dei miei progetti ridotti in cenere. Quando ha aperto gli occhi Miracoli, nevicava e fuori c’erano pochi gradi che avevano portato via la vita dagli alberi e il colore dalla terra. Miracoli è nata gridando ma senza la pretesa di farsi sentire. 

Una goccia blu, una goccia nell’oceano di pensieri che in pochi mesi avevano investito chiunque.

Sentivo che doveva uscire e fare sentire che suono e che colore diverso aveva preso la mia voce, la vibrazione più forte e decisa. 

Non mi fa male è la faccia opposta della stessa medaglia, l’energia non era più un flusso, era un masso.                                        La volontà non era non volere ma incassare più che potevo, ogni colpo e portare tutto dentro, utilizzare quella marea di energia nel migliore dei modi. Non potevo tornare “bambina per sempre”, non ci sarei riuscita.. per questo ho scelto di parlarle un pò..      

“Mi chiedo ancora dove sei, quando ritorni..” aspetto ancora la sua risposta è sempre stata una bambina distratta ed ora che è nascosta dentro di me chissà quanto lo sia ulteriormente, qui dentro c’è un bel casino nel quale si diverte per ore. Ed è così che si è trasformato in azione il pensiero, erano i primi giorni dell’anno e come sempre facevo un rendiconto di ciò che è stato e come sempre tutto è meno entusiasmante rispetto al desiderio.

Blue Holidays le chiamano così, la sensazione di “bassa pressione” che si prova durante le festività, dove è un’obbligo essere grati e felici, io mi sintonizzo in cose e sensazioni completamente diverse. In realtà nella quotidianità, mi ritengo una persona solare, intensa e senza tante sfumature reperibili a prima vista. Per questo ho ripensato bene.. “ora però salti, dopo tutto questo calcolare la base migliore, l’etichetta più utile, le persone più valide, ora che hai speso i giorni a valutare e restare ferma…         ora ti butti, di nuovo.”

Ed è così che è successo, una goccia rossa che è sangue che ho dentro, che ho perso e che riprendo ogni volta che canto, scrivo e vivo.

Grazie alle mie due bambine, diverse e opposte. Alla delicatezza di Miracoli, alla tenacia di Non mi fa male.
Grazie a Arthur Schopenhauer, per aver scritto un manuale di disillusioni sulle seghe mentali.
Grazie a quel caldissimo 14 Luglio, al compleanno di mio padre ed i suoi gusti opinabili di lettura.
Grazie a quel fuoco sacro che mi fa sentire sbagliata e piccola, grazie a lui continuo a scoprire cosa ho intorno e dentro.
Grazie a Stefano che è sempre stato in qualche modo connesso a me, indossando maschere diverse che ogni volta ed ogni volta mi hanno regalato qualcosa di puro e buono. 
Grazie a Sono music Group che sta credendo e sostenendo insieme a me, le mie creature.
Grazie Alessia che ha dato volto a “Miracoli”.
Grazie a Fabrizio che ha dato l’anima vera a “Non mi fa male”.
Grazie a Francesca e Francesco che hanno nutrito, arricchito e graffiato la mia anima, donandomi l’esperienza di relazione più profonda di sempre.
Grazie a mia madre che sà, quello che ancora io non vedo.
Grazie zia che senza troppe parole, vivi sulle mie melodie.
Grazie a me, che nonostante queste 2000 scale mobili, non smetto mai di alimentare la vibrazione.