Spesso quando si viene feriti o si provano emozioni forti si rischia di fare confusione tra ciò che si sente e ciò che si dice.

Difficile da dire ma è proprio così, da fuori sembra tutto in ordine, dentro è un casino. Se dovessi fare un podio di priorità nella mia vita, la prima medaglia d’oro senza tanti dubbi sarebbe di diritto all’Emotività, la seconda per quanto eccessiva andrebbe al Giudizio, il terzo posto invece spetta alla Paura. Questi tre simpaticoni insieme mi hanno sempre dato tanto stimolo di riflessione e scrittura, però…”che fatica.”

Sopratutto sulla mia pelle mi sono resa conto che quando arriva questo uragano di parole, sensazioni, ricordi, aspettative e cose che non so nemmeno come catalogare… la cosa più produttiva è lasciare che tutto possa scorrere nero su bianco.

Scrivere e trovare armonia nelle tensioni emotive è una delle soddisfazioni più grandi che dà la musica.

Ho sempre odiato il lamento, ed è così che nasce Miracoli,

“scrivo ciò che vorrei dirti ma non so esprimere senza urla e piagnistei.”

Ognuno di noi ha dei limiti, ed ogni volta che questi si superano o si incontrano avviene un miracolo. Un qualcosa di straordinario, una forza inaspettata, una disperazione costruttiva, una pressione positiva verso l’alto.

Per questo è davvero complesso rispondere alla domanda

“cosa c’è dietro Miracoli?”

c’è disperazione e speranza, la voglia di tornare bambina per non avere aspettative che puntualmente possano essere abbattute dal realismo nichilista che dentro di me urla a piena voce.

Detto questo, se ascoltate miracoli ed esprimere un desiderio…si esaudisce, ve lo garantisco.

La vostra Ti.